A tavola e addosso, i ‘miracoli’ della canapa protagonista di una commedia in musica al Teatro Nuovo

(Eliana Merlino) Rappresentata ieri 24 Marzo al Teatro Nuovo di Spoleto l’originale commedia musicale intitolata: “Gradevole, dolciastro, dimenticato”.
Protagonista indiscussa la canapa con i suoi mille usi, per lo più ancora sconosciuti, e le sue varie sfaccettature.
L’opera conta un cast di 50 attori, tra cui molti bambini e ci comunica il caratteristico gusto della canapa, ma anche il passato di nonna Martina che, nel giorno del suo compleanno, riceve la visita di un ospite inaspettato ed imprevisto.
Insieme, tra 4 chiacchiere ed un piatto di pasta alla canapa, ricorderanno la giovinezza ormai andata ed i suoi momenti spensierati e fugaci; scorrazzando lungo le canapine e filando dentro le stalle.
Tra serenate, musiche originali, stornelli, scongiuri, si ripercorre il passato di una pianta coltivata da millenni e poi improvvisamente messa da parte.
Una commedia connubio tra antichità, tradizione, folclore e canzoni originali dal vivo, ma anche innovativa per vari aspetti.
Molti i relatori a confronto per presentare l’opera, tra cui il medico Danilo Gioacchini e la moderatrice Glenda Gianpaoli (Museo della canapa).
Una commedia che vede in primo piano anche i temi ambientalisti.
Nel 2019 decine di migliaia di giovani in tutto il mondo hanno invaso le strade per cercare di combattere i cambiamenti climatici, il surriscaldamento, la siccità. Cosa c’entra la canapa in tutto questo? La commedia è ambientata nel 2069, anno di assoluta consapevolezza in cui le foreste sono state ripiantate e le case non si costruiscono più con l’ormai passato di moda ed antiecologico cemento armato. Legno e canapa sono i materiali innovativi per le moderne abitazioni.
Oltre al decremento delle emissioni di CO2 per la limitazione dei trasporti, l’isolamento naturale consente di evitare sia il riscaldamento all’interno delle case che l’aria condizionata.
Non solo dimore, ma anche l’abbigliamento nel 2069 è costituito da filato di canapa che protegge la pelle da batteri e micosi ed ha un’elevata capacità traspirante.
Il tessuto caratteristico infatti permette la traspirazione della pelle d’estate e funge da isolante d’inverno.
Persino le lenzuola sono fatte con questa fibra, che diventa sempre più morbida ad ogni lavaggio.
La canapa è l’emblema della salvaguardia dell’ambiente, grazie alla versatilità che è la chiave del suo successo.
Questa pianta millenaria è nota anche per le sue innumerevoli virtù curative e di questo ce ne parla il medico Danilo Gioacchini durante la presentazione:
“I derivati della canapa agiscono non solo sul sistema nervoso, ma i suoi principi attivi sono attualmente in studio per curare l’asma bronchiale, il glaucoma, e le interazioni con linfociti e plasmacellule e si sono rivelati molto efficaci anche per ridare elasticità alla cute nei soggetti affetti da una patologia grave ed invalidante, denominata sclerodermia.
I derivati della cannabis sono molto studiati a causa della loro utilità nella cura di moltissime malattie, tra cui la sclerosi multipla, il dolore cronico non rispondente ai comuni farmaci, il morbo di Crohn, la SLA.
I principi attivi di questa nota pianta possono essere prescritti da ogni medico tramite un codice alfa numerico da apporre sulla ricetta”.
La canapa non è utile soltanto in medicina ma anche in cosmetica: utilizzata come latte detergente, cipria per rendere la pelle bianca, crema idratante, non manca neanche in tavola con prodotti quali olio, pasta, farina, dolci, caramelle, caffè.
Pianta antichissima, il cui uso è tramandato di generazione in generazione, versatile ed ecologica, la canapa consente di ridurre i consumi esasperati di questa società moderna che stanno sovraccaricando irrimediabilmente il nostro pianeta.

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