Cascia, celebrata la festa di Santa Rita, piccola grande donna

Cascia ha reso omaggio alla sua più illustre concittadina, Santa Rita, una delle Sante più amate e venerate nel mondo. Martedì 22 maggio scorso, nonostante un tempo incerto e temperature tutt’altro che primaverili, moltissimi devoti hanno invaso il viale e il piazzale antistante il Santuario per assistere prima al passaggio del corteo storico sulla vita di Rita, poi della reliquia e della statua della Santa e infine per partecipare al solenne pontificale presieduto dal card. Angelo Amato prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Con lui hanno concelebrato: l’arcivescovo di Spoleto-Norcia mons. Renato Boccardo, il segretario della Congregazione delle Cause dei Santi mons. Marcello Bartolucci, il vescovo emerito di Orvieto-Todi mons. Giovanni Scanavino, padre Alejandro Moral Anton priore generale degli agostiniani, padre Luciano De Michieli provinciale d’Italia degli agostiniani, padre Bernardino Pinciaroli rettore della Basilica di Cascia, don Canzio Scarabottini pro rettore del santuario di Roccaporena, don Renzo Persiani parroco di Cascia e numerosi sacerdoti religiosi e diocesani. Molte le autorità civili e militari, tra cui: Catiuscia Marini presidente della Giunta regionale dell’Umbria, Donatella Porzi presidente del Consiglio regionale dell’Umbria, Paola De Micheli commissario straordinario del Governo per la ricostruzione post sisma del 2016, Mario De Carolis sindaco di Cascia, altri sindaci del territorio. Presente una delegazione della città slovacca di Kosice quest’anno gemellata con Cascia nel nome di Santa Rita e naturalmente le donne che hanno ricevuto il riconoscimento internazionale Santa Rita 2018. Le monache, custodi del corpo della Santa, hanno assistito alla Messa dal portone d’ingresso del monastero. La presenza di tanti devoti per questa terra profondamente ferita dal terremoto del 2016 è un segno grande di speranza, un motivo per la gente a non lasciare la Valnerina nonostante la ricostruzione sia ancora un miraggio. Cascia e Roccaporena, borgo natale della Santa, sono stati letteralmente invasi dai pellegrini, desiderosi di affidarsi all’avvocata delle cause impossibili. Moltissimi i pensieri e i messaggi lasciati nei luoghi simbolo della spiritualità ritiana: dinanzi all’urna a Cascia, nella casa natale, in quella maritale e allo Scoglio della preghiera a Roccaporena. Moltissime famiglie, ad esempio, affidano al cuore materno di Rita, che fu madre, il dono di un figlio. Da tutti è riconosciuta come donna piccola e minuta e al tempo stesso forte, intelligente, volitiva e intraprendente. E ciò in tutte le esperienze della sua vita: da fidanzata, da moglie, da madre, da vedova, da mamma in lacrime per la morte dei figli, da monaca agostiniana. «Il suo messaggio – come ha detto il card. Amato nell’omelia – è molteplice. Come mamma, invita le coppie alla fedeltà e alla educazione cristiana dei figli; ai genitori raccomanda la coerenza nella fede e nella testimonianza; i giovani li esorta ad avere speranza nel futuro e a essere generosi nel perdono, superando la logica dell’odio e della violenza; agli ammalati annuncia il vangelo della fortezza e della serenità nel portare la croce quotidiana; alla consacrate raccomanda la fedeltà alla vocazione e la gioia della comunione; a tutti, ricorda la chiamata alla santità». Al termine della Messa il Cardinale ha benedetto le rose e si è recato a rendere omaggio al corpo di Santa Rita, per poi salutare le monache. Dopo pranzo, l’arcivescovo Renato Boccardo ha accompagnato il Porporato in visita a Roccaporena, paese natale della Santa.

 

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