C’era una volta la cicerchia… e c’è ancora!

Anche se non è più il tempo delle cecere (così i nostri nonni chiamavano le cicerchie) questo legume, che ha rischiato l’estinzione, ha conosciuto un discreto revival sulle tavole umbre (e non solo) grazie al boom del “biologico”.

Una volta se ne potevano raccogliere a sacchi, coltivate nei luoghi più impervi, sugli argini e ai bordi delle mulattiere o sulle sponde di un torrente. Erano molto diffuse, specialmente in Valnerina, su quella fascia di territorio appenninico che sconfina nelle Marche, anche perché non richiedono particolari lavorazioni.

La semina si fa in primavera, la raccolta (a mano!) a luglio, poi si lasciano essiccare nel campo.

La trebbiatura e pulitura erano effettuate manualmente, solo di recente con l’ausilio di macchine agricole. Il risultato a tavola è garantito. Provare per credere questa ricetta:

Zuppa di cicerchie

Ingredienti per 4 persone

350 gr di cicerchie, 1 cipolla, 1 costa di sedano, 1 spicchio d’aglio, 2 pomodori maturi, prezzemolo, olio extravergine di oliva, sale, pepe, peperoncino, 4 fette di pane casereccio raffermo.

Preparazione

Mettere le cicerchie in acqua fredda per 2 giorni. Scolarle, farle lessare dopo averle messe in altra acqua fredda salata. Preparare un trito di cipolla, sedano e aglio, farlo soffriggere in olio. Appena appassito unire i pomodori, il prezzemolo tritato e far bollire per 15 minuti. Aggiungere le cicerchie lessate, una parte delle quali passate per dare più densità alla zuppa. Unire un po’ d’acqua di cottura dei legumi (1/2 litro), salare, pepare e cuocere per una ventina di minuti. Servire la zuppa condita con un filo d’extravergine su crostini di pane abbrustolito.

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