Che…Festa! Un’insegnante fuori dal coro

(Michela Bruschini) Ad incuriosirmi  quella frase: “Ricerca ed analisi sulla produzione letteraria delle donne”. Per quella frase sono andata. Di quale produzione letteraria parlerà mai la professoressa Antonella Festa?

Glielo chiedo subito lo scorso 14 Settembre quando la incontro poco prima delle 17, orario in cui è prevista la presentazione del suo libro “Né d’altri son che mia”, al Caffè Letterario.

Mangia un gelato, mi sorride “guarda che noi donne abbiamo scritto tanto” “Ah, si” “Certo, una produzione sterminata” “ I libri di testo scolastici non ne parlano molto”  “Già, questo libro è il frutto delle ricerche che ho condotto insieme ai miei alunni del Liceo di Lanciano. Ora sono di ruolo là, mi sono riavvicinata a Chieti, il mio paese natio, ma ho insegnato 4 anni al Liceo Classico di Spoleto. Qua ho avuto come studentessa Arianna di Manici, ora laureanda in Lettere, che ho reincontrato per caso a Perugia in un convegno sugli studi di genere e a cui ho proposto di presentare questo libro qua a Spoleto. Ci tenevo a questa tappa, sono molto legata sentimentalmente a questa città, vorrei inoltre si sottolineasse il fatto che la scuola è soprattutto un luogo dove nascono relazioni stimolanti.”

Che Antonella sia un’insegnante fuori dall’ordinario ce lo conferma durante il dibattito anche l’ex studentessa Arianna, che la ringrazia per essere stata capace di far comprendere alla sua classe la contemporaneità grazie agli strumenti della letteratura classica.

L’essere un’insegnante fuori dal comune ce lo dimostra anche Antonella che quando prende la parola è come un fiume in piena, guidata da una passione verso l’insegnamento che riesce a trasmettere grazie alla sua energia contagiosa.

La professoressa spiega al pubblico presente che il libro è il risultato di un percorso di ricerca del Liceo Ginnasio Vittorio Emanuele II di Lanciano, sulla produzione letteraria delle donne. Il lavoro è stato sovvenzionato e promosso grazie ad un bando di concorso interno alla scuola, che ha messo a disposizione una certa cifra per il progetto innovativo.

Questo saggio letterario nasce da un disagio provato dalla professoressa nel constatare la totale assenza di una memoria storica femminile all’interno dei testi didattici scolastici di letteratura.

Da qui nasce la voglia di documentarsi attraverso un percorso da autodidatta intrapreso nella biblioteca delle donne “Laura Cipollone”di Perugia, e la necessità di coinvolgere gli studenti in questo studio.

Antonella ci tiene a precisare che la produzione letteraria della donna non è assente ma è una presenza rimossa. Secondo la professoressa,  il Primo Ministro della Pubblica Istruzione del Regno d’Italia, Francesco De Sanctis, nel suo testo scolastico sulla letteratura italiana, avrebbe eliminato le esponenti femminili. Nessuna presunta superiorità della donna ma una razionale divisione sessuata del lavoro dove l’uomo è orientato alla produzione, la donna alla riproduzione.

Tra le opere letterarie più interessanti emergono quelle della monaca forzata Suor Arcangela Tarabotti, e della cortigiana Veronica Franco, impegnate entrambe a coltivare un’ampia rete di contatti culturali.

Stupisce osservare come queste figure non fossero né madri né mogli e come l’interesse fosse più focalizzato sulla loro vita privata invece che sulla qualità letteraria delle loro opere.

La professoressa sostiene che il problema non stia tanto nell’ostracismo del passato quanto  nell’aver interiorizzato oggi questi modelli. Quindi cosa può far la scuola?

Partendo dall’assunto che dal 2010  non esistono più programmi ministeriali ma indicazioni, e che la scuola si è aperta alla progettualità e alla ricerca occorrerebbe acquisire la capacità di mettersi in discussione e il coraggio di esporsi alle critiche.

Antonella l’ha fatto proponendo questo libro come un atto di ribellione al canone letterario, l’augurio è che anche altri docenti si aprano alle infinite possibilità attuali affinché agli alunni venga fornita una metodologia e degli strumenti adeguati per leggere la realtà con spirito critico.

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