Christian De Sica si racconta al Caffè Letterario: “Grazie ai cinepanettoni i ragazzi mi chiamano zio Cri”

Conferenza stampa gremita per Christian De Sica, c’era da immaginarselo. Il popolare attore romano ha scambiato battute con la stampa e risposto ad alcune domande come da copione, seduto a un tavolino del caffè Letterario con a fianco il neoassessore alla cultura Ada Urbani e alle prese con un microfono bizzoso per poi parlare a voce nuda, senza atteggiarsi a divo: “Se sei Christian De Sica e fai l’Amleto, lo fai al 20% – commenta De Sica – perché non sei Laurence Olivier ma siccome è bellissimo quello che dice Shakespeare, va bene lo stesso”. Con questa riflessione dice tutto riguardo la sua scelta di essere attore popolare, commerciale, da cinepanettone piuttosto che da cinema impegnato o teatro.

“Le cose serie non me le fanno fare più di tanto – ironizza – più fai cinepanettoni e più fai successo”. Un filone di ‘filmetti’ cui è comunque grato perché, lo ha ammesso, gli hanno dato una fama senza precedenti per le fatiche di un attore di qualsiasi altro target.

Ironico come sempre, dotato di fascino da vendere, in poche battute si è presentato come lo ‘zi Cri’, quello fermato per strada ancora oggi dai ragazzini in motorino che gli chiedono l’autografo: “A 67 anni la considero una grande conquista, pure io vado ancora in motorino come uno di loro, bisogna mischiarsi ai giovani per capirli, mio padre e Luchino Visconti avevano capito di essere vecchi quando non sono stati più in grado di filmare la realtà”.

A una domanda sul suo sogno nel cassetto ha risposto di voler realizzare il film “La porta del cielo”, un lavoro ispirato a un fatto vero che ha avuto per protagonisti i suoi genitori, quando in tempo di guerra suo padre e sua madre salvarono dai nazisti 300 ebrei chiudendoli in una chiesa, la basilica di San Paolo. “Peccato che non me lo fanno fare” si è rammaricato.

Christian De Sica sarà stasera, sabato 25 agosto, in piazza Duomo per raccontare Christian De Sica, più di un recital, un incontro per due chiacchiere fra amici, un’occasione per mettersi a nudo di fronte a una platea che lo conosce per le sue interpretazioni sul grande schermo, meno come uomo.

 

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