Crisi idrica, in arrivo pozzo-tampone, sorgenti estinte dal sisma. Il caso Nerea, l’acqua ‘terremotata’

(Manuele Fiori) Crisi idrica, salute dell’acqua, criticità dell’acquedotto, la scure del terremoto sulle sorgenti della dorsale appenninica umbro-marchigiana, le risposte all’emergenza siccità. Sono i quesiti che Spoleto’s ha girato a Romano Menechini, dirigente gestione rete e impianti di VUS.

Dopo lo scandalo dell’acqua contaminata dell’agosto/novembre 2012 possiamo dire che l’allarme è completamente rientrato?

Ascolti, su questo c’è una causa in corso, non posso rispondere, comunque quello è stato un evento unico che non si è mai più ripetuto e non si era mai verificato. Lo abbiamo chiuso cinque secondi dopo. Il tempo di accorgersene.

Potrebbe aiutarci a creare una “mappa” delle sorgenti estinte per effetto del sisma?

Beh, noi stiamo integrando con gli impianti più grandi le sorgenti meno protette. Ne abbiamo messe fuori rete una decina tra cui Fogliano, Arezzo, Icciano, Rubbiano… altre che non ricordo, ma che comunque teniamo pronte per le emergenze. Quest’anno ci aspettiamo una crisi.

A proposito di queste, ci chiarisce lo stato del pozzo di Sant’Anatolia di Narco che dovrebbe fungere da ‘tampone’ in caso di rubinetti a secco?

Quello è un pozzo che sta realizzando l’ATI, non noi, e stanno facendo il lavoro per reintegrare Spoleto all’occorrenza, quando le risorse idriche scarseggiano, soprattutto d’estate. Stanno procedendo i lavori.

Da una veloce lettura agli importi “fissi” che paghiamo in bolletta e soggetti a conguaglio: quota fissa, acquedotto, fognatura, depurazione, oneri di perequazione, ci sa dire quali sono gli importi e se variano da comune a comune?

Gli oneri di perequazione sono oneri che ha fissato l’Autorità, però non saprei dirle di più: io mi occupo di altro. gli importi di energia elettrica, gas e sistema idrico integrato non li decide la VUS. La tariffa viene costruita dagl’investimenti, dalle quote fisse, dalla manutenzione che fa l’Auri-Ati, ma l’Ati sta sparendo ed è rimasta l’Auri (Agenzia unica regionale) che ha affidato a VUS fino al 2029 il territorio. Comparare le bollette è difficile perché le tariffe sono tante e molto variabili, io seguo l’aspetto operativo e non le tariffe.

Comunque sono pubblicate sul sito internet (servizio idrico integrato/prezzi e tariffe/tariffa di fornitura/attivazione tariffaria 2017) (dalla tabella tariffaria si evincono importi uguali per tutti, ndr)

In che stato si trova, attualmente, l’acquedotto?

E’ tutto ok, noi abbiamo solo un problema di calcare: ogni tanto si intasa ma interveniamo subito.

NEREA, L’ACQUA ‘TERREMOTATA’

(M. F.) L’acqua è anche quella potabile e se pensiamo alla lavorazione che questa deve avere dalla fonte al suo stabilimento di lavorazione, non possiamo non parlare con chi ha avuto dei danni diretti. Il nostro ospedale, tramite la cooperativa sociale “Sale in Zucca” è fornito dalla Nerea, nel cui stabilimento a partire dallo scorso autunno ci furono dei rallentamenti dovuti proprio ai danni di natura strutturale che lo stesso stabilimento aveva subìto per via delle scosse: “Per fortuna abbiamo potuto iniziare subito le opere di rimessa in sicurezza dei nostri stabilimenti, ma per alcuni periodi le forniture sono rallentate (a novembre, ndr) perché siamo stati costretti ad attingere alle riserve d’emergenza – ci spiega Benedetto Cesaretti, responsabile della Nerea – abbiamo avuto danni all’impianto d’illuminazione e ad alcuni uffici che, ora, sono stati trasferiti in dei container sempre dentro al nostro sito”. “Stiamo gestendo ancora le pratiche assicurative – conclude Cesaretti – perché parte del nostro impianto era coperto anche da polizze, nonostante possiamo stimare danni per circa il milione, milione e mezzo di euro che, per fortuna, non hanno gravato direttamente sui nostri clienti, rallentandoci l’operatività “solo” del 25%”.

 

 

 

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