‘Disfatta’ ricostruzione, sen. Lucidi (M5S): “E’ ferma al palo, ma il dirigente viene promosso”

Riceviamo dal senatore Stefano Lucidi (M5S) e pubblichiamo: 

Con Ordinanza n. 2 del 27 dicembre 2016 la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini costituisce l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione piazzandolo a Foligno, successivamente viene messo a capo della struttura l’Arch. Alfiero Moretti con la qualifica di Coordinatore della Struttura, forte della sua esperienza fatta sul campo del terremoto emiliano. Dopo due anni dal terremoto del centro Italia, il 3 ottobre 2018, proprio a ridosso della ricorrenza del 24 ottobre 2016, lo stesso Moretti viene nominato Direttore Generale di Territorio, Paesaggio, Protezione Civile, Infrastrutture e Mobilità della Regione Umbria.

La nomina arriva dalla Giunta Regionale su proposta dell’assessore Bartolini, che secondo un criterio di merito assoluto, motiva il fatto affermando – “La scelta di Moretti ha tenuto conto indubbiamente delle sue esperienze e del suo curriculum che lo ha visto ricoprire diversi ruoli di direttore e di coordinamento in varie e diverse aree di interesse, quali il Governo del territorio, protezione civile, ricostruzione post sismica, ambiente, e manageriale avendo rivestito anche la qualifica di direttore generale di ente locale. Rilevante è anche la sua produzione scientifica attinente e didattica”.

“Purtroppo però a guastare questo idillio burocratico arriva un articolo del Corriere dell’Umbria che il 15 dicembre 2018, titola: RICOSTRUZIONE FERMA AL PALO SOLO 10 PRATICHE AUTORIZZATE”. Lo afferma in una nota il Senatore umbro del Movimento 5 Stelle Stefano Lucidi.

“I numeri della disfatta sono impressionanti – prosegue la nota -, delle migliaia di istanze in corso, circa 1000 riguardano la ricostruzione pesante, di cui 100 per danni gravi. Di queste ne risultano autorizzate 10 mentre i cantieri finiti sono 3. Per i danni lievi 95 cantieri e 550 pratiche ancora in istruttoria. Numeri allarmanti per un territorio che vede cadere in queste ore la prima neve dell’anno e che sente confermare i propri timori e cioè che la ricostruzione è ferma al palo”.

“Ma chi è che nell’articolo del CdU sciorina queste cifre? Indovinate? È proprio Moretti, chiamato in causa però nella nuova veste di Direttore Generale della Regione, che certifica i dati fallimentari dell’altro suo ufficio, quello di Foligno, l’ufficio speciale per la ricostruzione. Insomma una impasse davvero imbarazzante”. Sottolinea Lucidi.

“Alla luce di questo “curriculum” le motivazioni addotte dall’Assessore Bartolini suonano a dir poco stonate e fuori luogo! – insiste il Senatore – Cosi come fuori luogo era apparso fin da subito il fatto che il direttore dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione risultasse contemporaneamente anche progettista di alcune opere temporanee, quelle relative al famoso Deltaplano di Castelluccio”. Come stonato risulta anche il salto economico fatto perché per il coordinatore dell’USR i compensi si attestano su circa € 94.000 annui (dato regione 2017-2018) e 84.000€ nel 2016, mentre per un dirigente regionale si arriva alla cifra di 120.000€.

In effetti l’USR vede tra le competenze dichiarate solo: “la gestione relativa alle richieste di contributo presentate dai soggetti privati relative alle delocalizzazioni temporanee delle attività produttive”, mentre paradossalmente il coordinatore ha come compito quello di decidere: “in ordine ai conflitti di competenza tra le unità organizzative dell’U.S.R. UMBRIA”.

“Allora, molto modestamente – conclude il Portavoce al Senato – credo sia davvero arrivato allora il momento, dopo il ridimensionamento dei vice-commissari al terremoto, di ripensare anche questo tassello del modello emiliano importato in Umbria, un peccato originale che ha permesso di utilizzare norme e criteri simili per due territori completamente differenti; come lo stesso sistema informatico MUDE prestato dalla regione Piemonte la dice lunga sul caos amministrativo che è stato fatto in Umbria”.

“Occorre invece – conclude la nota – riportare le competenze dove erano prima: nei Comuni anzi tutto con i loro archivi edilizi e urbanistici, i catasti; all’ufficio sismico regionale, attivo e funzionante, e anche ripristinare delle vecchia ma buone pratiche, cioè l’uso del genio militare in tempo di emergenza.

Ecco, questo nostro grande paradosso umbro la dice lunga su quanto sarà importante la data del 2020 per cambiare finalmente e completamente la classe dirigente umbra”.

Related Posts

Terremoto, Laureti per Spoleto: “Ricostruzione sfida decisiva, serve unità”
Spoleto nel Masterplan per la ricostruzione, Spoleto Popolare-Alleanza Civica: “Benefici parziali”
Spoleto nel Masterplan della ricostruzione (II), De Augustinis: “Traguardo frutto di un lavoro comune”

Lascia un commento