Emergenza sisma: ecco le misure di sostegno alla zootecnia

E’ una corsa contro il tempo per gli allevatori colpiti dal terremoto nelle aree collinari e montane, in particolare sulla fascia appenninica della Valnerina umbro-marchigiana. L’inverno alle porte impone di trovare un ricovero al bestiame rimasto senza stalle e di provvedere ad installare moduli anche per gli animali, sia per la loro sopravvivenza che per lo svolgimento dell’attività zootecnica. Una boccata d’ossigeno arriva dal Dipartimento della Protezione civile che con una nuova ordinanza, la 415, stabilisce nuove misure di supporto al settore zootecnico e dà agli allevatori piena autonomia nella gestione dei lavori preliminari al posizionamento dei moduli.

A seguire, il testo dell’ordinanza:

“Il Capo Dipartimento ha firmato il 21 novembre 2016 una nuova ordinanza per la gestione dell’emergenza terremoto, che dispone interventi urgenti per la continuità operativa del settore zootecnico.
Per accelerare i lavori di urbanizzazione necessari al posizionamento dei Mapre – moduli abitativi provvisori rurali, con i relativi allacci, le Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, possono avvalersi oltre che delle proprie strutture anche di altri soggetti pubblici.
Data l’estensione dei danni subiti dagli allevatori dopo le scosse di ottobre, le Regioni possono inoltre autorizzare gli stessi allevatori per la realizzazione di opere di urbanizzazione per il posizionamento dei Mapre e i relativi allacci e la realizzazione delle aree per i ricoveri e per gli impianti temporanei di collocazione, alimentazione e mungitura degli animali, oltre che per la conservazione del latte. La misura vale per tutti gli operatori colpiti in questa emergenza, a partire dalla scossa del 24 agosto 2016.

Cosa possono fare gli allevatori. Gli operatori danneggiati possono chiedere alla Regione di eseguire autonomamente i lavori di predisposizione delle aree su cui collocare le strutture, presentando una planimetria dell’area interessata. La Regione rilascia quindi autorizzazione agli operatori che ne fanno richiesta, fornendo contestualmente indicazioni per la realizzazione degli interventi oltre a tipologia e importo massimo di spesa per la realizzazione degli interventi. Le spese tecniche sono riconosciute nella misura massima del 10% dell’importo dei lavori. In seguito all’autorizzazione da parte della Regione, l’operatore provvede all’immediata realizzazione degli interventi secondo le prescrizioni indicate.

Come viene erogato il contributo. La Regione riconosce quindi agli allevatori autorizzati un contributo a copertura delle spese sostenute. Per ottenere il contributo, al termine dei lavori l’allevatore deve presentare alla Regione il progetto delle opere realizzate, il dettaglio delle lavorazioni, l’elenco delle spese sostenute e le fatture, anche non firmate, dei lavori e delle spese tecniche.
Dopo una verifica degli interventi eseguiti e della documentazione presentata, la Regione eroga il contributo in una unica soluzione. L’allevatore ha 15 giorni di tempo dal pagamento della Regione per presentare le fatture firmate. Oltre questo termine scatta immediatamente la revoca del contributo che deve, quindi, essere restituito.

Cosa fanno le Regioni. Le Regioni, con il supporto del Corpo Forestale dello Stato, devono monitorare la realizzazione degli interventi in corso d’opera, per valutarne la conformità al progetto approvato.
Lazio e Umbria – che dopo la scossa del 24 agosto hanno curato le gare per fronteggiare le esigenze del settore zootecnico – verificano, entro due giorni dall’adozione di questa ordinanza, la capacità di risposta degli aggiudicatari alle nuove esigenze emerse dopo gli eventi di ottobre”.

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