Ferentillo: a San Pietro in Valle affiora l’alba del Cristianesimo, nuova scoperta di Luca Tomìo e Sebastiano Torlini

Nuova scoperta di Luca Tomio e Sebastiano Torlini a San Pietro in Valle. Durante la nuova campagna fotografica, realizzata dal fotografo Roberto Sigismondi, in vista della pubblicazione della guida storico-artistica della chiesa abbaziale, i due autori incaricati dal Comune di Ferentillo hanno individuato la presenza ad affresco di due figure molto importanti per il Cristianesimo delle origini: la matrona romana Lucina  e l’ebraica Sel Sabee (Betsabea).

“Sono figure del cristianesimo delle origini” rimarca Torlini “la cui rappresentazione non è riscontrata in nessun altro contesto, neppure in quello catacombale romano. Sono in corso approfonditi studi per comprenderne la presenza a Ferentillo”.

Queste due figure fanno parte di un lacerto degli affreschi che si ritrovano nella zona absidale della chiesa e che, come dice Tomio, “rimandano ad una tipologia stilistica tardo-antica/alto-medieoevale che oscilla tra i mosaici ravennati di Sant’Apollinare Nuovo e quelli paleocristiani di San Pietro a Roma in gran parte perduti. Gli affreschi di Ferentillo sono comunque collocabili non oltre il IX secolo”. In merito alla datazione, oltre ala scoperta in se, questo ritrovamento si inscrive infatti in una più ampia riconsiderazione che i due studiosi stanno compiendo nella zona dell’abside e del transetto dove, nonostante la necessità di urgenti resaturi, sembrano sussistere elementi della originaria struttura longobarda: oltre alle summenzionate figure paleocristiane, sussistono anche i resti di un mosaico pavimentale e di un velario dipinto a motivi floreali e animali che fungono da cornice nella zona absidale alle lastre longobarde di Ursus reimpiegate come altare della chiesa.

Tutti questi elementi non erano ma stati evidenziati né presi in considerazione dagli studi fatti finora e arricchiscono ulteriormente l’eccezionale patrimonio archeologico e artistico della chiesa abbaziale di San Pietro in Valle di cui a breve, ad opera di Tomio e Torlini, sarà finalmente prodotta la prima guida storica-artistica.

“Per uno storico dell’arte  – dice Tomio – l’Umbria meridionale si conferma un bacino inesauribile di scoperte a cui sto dando corso riannodando i fili con quanto lasciato in sospeso dal lavoro pionieristico e formidabile di uno studioso come Federico Zeri”.

Torlini, evidentemente soddisfatto,  “si augura che questa ennesima dimostrazione delle potenzialità artistche di San Pietro in Valle dia definitivamente il la per la giusta valorizzazione del sito a livello nazionale e internazionale. La produzione della guida, fortemente voluta anche dal sindaco Paolo Silveri, è il primo passo in questa direzione”.

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