Furio Miselli, la vita e i sogni di un ‘ragazzo’ di Terni ricordato a Ferentillo

(Gina Vannucci) Furio Miselli, con la banda di fiati Furio Miselli, rappresentato sul piazzale Furio Miselli. A Ferentillo s’identifica ed esalta l’uomo sensibile e moderno che scelse il paese fuggendo dalla città, rifiutandola. La sua storia piena di sogni di un ragazzo dell’Ottocento è stata ricordata ieri sera nel borgo delle Rocche, venerdì 17 agosto, nella piece “LA MIA VITA DENTRO UNA FIABA – Vita opere e ucronie di Furio Miselli” di e con Stefano de Majo
Musiche dal vivo Orchestra di Fiati Furio Miselli diretta dal Maestro Luca Panico

A fare da sottofondo alla rappresentazione i canti popolari dei Cantori della Valnerina
Un pubblico attento e nutrito ha ripercorso la vita e i sogni di un Furio Miselli più vivo e attuale che mai.

Come il ragazzo della Via Gluck  vede trasformare Terni dall’istallazione dell’industria, e successiva migrazione da tante altre regioni, da Nord a Sud, alla ricerca di occupazione per una vita dignitosa.

Al suo primo timore di perdere una identità culturale si sovrappone, poi,  l’adattamento inerte della gente.

Ripristina allora la festa del Cantamaggio, chiede permesso di entrare in altri “luoghi”, si adatta e rispetta la città e la ternanità.

Le sue composizioni dipingono una agglomerato cittadino, una società, con ironia e prontezza. Nella “Cocomerara “ esalta le forme femminili con sottile allusione che  ricorda lo stile del Belli nel “Pane Carareccio”, senza mai trascendere.

Parla di una Terni cambiata, priva dei suoi simboli (antichi e moderni): “la fontana” i giardini, gli orti. Una città a lui  irriconoscibile. E  gli scritti  assumono una modernità incredibile. Chi ha  ricordo  di com’era un tempo la città di Terni, non può che constatarne oggi  il degrado urbano, la mancanza del gusto del bello,  l assenza di un teatro che nutra la mente e ridoni  insieme al lavoro dignità intellettuale ed economica  alla gente. In una parola: identità.

La serata ha avuto come parola d’ordine: ” tradizione”.

I campanari di Ferentillo e Il gruppo cantori di Ferentillo, contrapposti alla  delicata modernità e futuro della banda di fiati Furio Miselli, con estrema eleganza hanno cucito l’ordito di un vestito senza tempo, nel quale, Stefano de Majo, come autore dei testi, è entrato a perfezione e con rispetto.

Sotto foto di Astolfi, in copertina foto di Bertolle

 

 

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