È un fenomeno che accompagna l’uomo da sempre e le prime testimonianze si perdono nella notte dei tempi: è indubbio che il gioco, nelle sue varie forme, sia sempre stato un elemento caratterizzante della società.  Negli ultimi anni, però, esso ha assunto in Europa e in Italia una dimensione nuova. Sono state due le cause scatenanti: l’avvento dei mezzi di comunicazione di massa e la rivoluzione del digitale.

Le innovazioni sono arrivate principalmente nel settore videoludico, con l’avvento dei MMORPG e la diffusione del gaming online. In quest’ultimo settore la transizione verso il digitale è già ben avviata, solo quest’anno i giochi online multiplayer si sono moltiplicati, da Fortnite Battle Royale a Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, inoltre operatori come PokerStars Casino hanno creato applicazioni web che permettono di giocare dal proprio telefono contro avversari reali, cosa che già da anni sta sperimentando EaSports che con le ultime edizioni del celebre videogame FIFA ha sperimentato la modalità multiplayer online, convincendo sempre più tutte le generazioni di giocatori. Nei paesi occidentali, di conseguenza, la legislazione si è adeguata e ha aperto la strada a una maggiore e variegata offerta di giochi rivolti a target diversificati. In parallelo all’espansione dell’offerta abbiamo assistito a una crescita della domanda.

E in Umbria? La nostra regione resta al passo, se non addirittura più avanti, rispetto al resto d’Italia.

Le notizie più interessanti arrivano in ambito VR: vale la pena menzionare l’arrivo di Virtuix a Perugia, una cosa unica nel Centro Italia. Al momento disponibile solo nella sala giochi di Antares a Gherlinda, Virtuix è un dispositivo che permette di giocare in realtà virtuale in maniera totalmente immersiva. Ad introdurre la realtà virtuale in Umbria è stata l’azienda Patoys, che appartiene al gruppo Umbriagiochi, dei fratelli Massimo e Luca Patoia.

E la moda del momento, le escape room? Da due anni è attiva una sede di Adventure Rooms a Perugia.

Nata in Svizzera da un’idea del professore di fisica Gabriel Palacios, Adventure Rooms si distingue dalla maggior parte delle escape room per il carattere scientifico dei suoi giochi. Come in altre escape room, i partecipanti si trovano rinchiusi in una stanza e hanno a disposizione un periodo di tempo limitato (generalmente 60 minuti) per evadere. Per raggiungere il loro obiettivo dovranno risolvere degli enigmi utilizzando le loro abilità intellettive. Un’altra particolarità è la presenza della modalità “duello” in cui due squadre competono per la vittoria, particolarmente adatta per eventi aziendali di team-building. Segnaliamo che fra le otto sedi aperte al momento in Italia quella di Perugia è al momento l’unica, oltre a quella di Roma, ad avere tre giochi (le altre ne hanno uno o due).

E per quanto riguarda slot e affini? Anche qui troviamo dati interessanti, che dimostrano come gli umbri siano dediti al gioco in maggior misura rispetto al resto del Paese. Secondo il report divulgato lo scorso maggio dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, infatti, nel 2017 in Umbria c’era un punto gioco ogni 152 abitanti maggiorenni, a fronte di una media italiana di 220. Un numero che va di pari passo con la crescita  degli esercizi adibiti al gioco, passati dai 111 del 2016 ai 126 dello scorso anno. Un +13,5% che significa una crescita doppia rispetto al resto d’Italia.

Secondo i dati dei Monopoli di Stato, inoltre, nel 2016 gli umbri hanno investito nei giochi autorizzati dai Monopoli 1,345 milioni di euro (235 al netto delle vincite) di cui un miliardo solo nella provincia di Perugia. Si tratta di un importo in crescita rispetto ai dati del 2015 e a fronte di una spesa totale italiana di 88 miliardi (17 al netto delle vincite).

Il 70% della spesa va verso slot machine e videolottery, seguite da lotterie varie (17%) e Lotto (7%). La parte che cresce di più è il gioco online, e in questo l’Umbria non presenta grandi differenze col resto del Paese.

 

 

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