Il Centro Sabbadini alla Fondazione Loreti, nuove frontiere nella cura dei disturbi del neurosviluppo nel bambino

(Eliana Merlino) Lo spettro autistico nel bambino. Disponibile un nuovo test per la diagnosi, ma bisogna fare attenzione! Di questo e molto altro si è argomentato ieri, alla Fondazione Loreti di Campello sul Clitunno, durante l’incontro sui disturbi del neurosviluppo nel bambino, a cura del Centro di Neuropsicologia Clinica dell’età Evolutiva “Giorgio Sabbadini”.
Prerogativa del centro è la presa in carico globale delle problematiche che riguardano tutti gli aspetti della vita del bambino attraverso l’ascolto del piccolo paziente da parte di psicologi e logopedisti, perché spesso si dimentica di farlo, tenendo anche conto dell’unicità, perché ogni individuo è naturalmente diverso dall’altro, unico e irripetibile.
Un equipe di lavoro interdisciplinare si basa sulla condivisione delle osservazioni e si focalizza sulla loro sostenibilità, per far sì che le terapie siano efficaci e i percorsi possibili anche economicamente.
Ce lo spiega meglio Michele Margheriti, psicologo-psicoterapeuta, Direttore Generale della struttura, dislocata su due sedi, una a Perugia e l’altra a Campello sul Clitunno.
La struttura sanitaria ambulatoriale è adibita alle attività diagnostiche, riabilitative e psicoterapeutiche, in favore di minori con disturbi neuropsicologici, comportamentali ed emotivo relazionali.
Un grafico ci mostra che la maggioranza dei piccoli pazienti ha un’età compresa tra i 7 e gli 11 anni, periodo in cui si va alla scuola primaria. La prevalenza dei disturbi riscontrati riguarda l’apprendimento, il linguaggio e la gestione dell’ansia e disturbi del comportamento. Sono 265 i casi attualmente in carico di cui 30 seguiti a Campello.
Dello spettro dell’autismo e di un innovativo strumento diagnostico invece, ce ne parla la Dottoressa Annalisa Manili:
“Il test, denominato ADOS-2, riconosciuto dalla Comunità Scientifica Internazionale, è attualmente l’unico strumento diagnostico valido e valuta bambini, adolescenti e adulti per i disturbi nell’area della comunicazione, del linguaggio, delle interazioni sociali e della capacità di relazionarsi e inoltre rileva la presenza di eventuali comportamenti ripetitivi/stereotipati.
Fondamentale è capire che la valutazione ai fini di una diagnosi va fatta tenendo conto di tutta una serie di aspetti, analizzati nella propria complessità, per cui il solo test non basta.
La valutazione deve essere approfondita e deve tenere in considerazione il contesto ambientale in cui è inserito il bambino, infatti nessun comportamento è sintomatico esclusivamente di autismo, né una sua assenza né una anomalia.
E’ un errore effettuare esclusivamente il test, perché la diagnosi è complessa, richiede tempo ed approfondimenti di tutta una serie di aspetti determinanti. Inoltre l’ 83% dei bambini che risulta positivo al test manifesta anche altri problemi comportamentali.
Il test è suddiviso in 4 moduli, uno per ogni fascia di età ed è piacevole per il bambino: si svolge in una stanza piena di giochi, finalizzata all’osservazione di determinate aree, nelle quali è possibile osservare le varie competenze specifiche.
E’ sempre presente anche un genitore e questo è importante, sia per valutare la relazione bambino/genitore, sia perché in questo modo è più facile poi spiegare al genitore la diagnosi.
Esiste anche un test specifico integrativo, che consiste in una intervista in cui sono presenti solo i genitori, per raccogliere informazioni da affiancare all’ADOS-2.
Il convegno ha visto la partecipazione anche di pediatri, tra cui il Dottor Tersilio Filippi Goccetta e Maurizio Morlupo.
Un test rimane un test : oggi si ricade troppo spesso nell’errore di effettuare diagnosi con troppa facilità, tralasciando il dato sostanziale della complessità dell’autismo e della grande variabilità dei casi ai quali ci si trova di fronte. Si rischia di incrementare le diagnosi di falsi positivi.
Ci vuole buon senso, intuizione e rispetto delle tempistiche, ma soprattutto un’analisi approfondita di tutti i dati a disposizione che vanno inseriti nel contesto ambientale del bambino”.

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