Il Comune di Spoleto revoca bandi per iscritti legge 68

Il Comune di Spoleto ha deciso di revocare i bandi utili ad assumere un “esperto amministrativo” di categoria C e due “operatori di servizi ausiliari” di categoria B: le procedure di idoneità – il cui bando è stato pubblicato lo scorso 28 marzo dal Comune con scadenza 18 aprile – erano riservate agli iscritti nelle liste previste dalle legge 68 del 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).

“La decisione – si legge in una nota comunale – è stata presa come forma di autotutela da parte dell’Amministrazione che, pur seguendo correttamente tutte le procedure, ha deciso per la revoca a seguito di una novità di carattere regolamentare introdotta da una delibera della Regione Umbria. Pur non inficiando la legittimità degli atti del Comune, la delibera della Regione (firmata il 14 maggio scorso) ha come effetto l’eliminazione dell’obbligo di ricorrere da parte del Comune alle graduatorie gestite dalla Regione. Sulla base della legge 68 del ‘99 infatti le amministrazioni infatti attingono ad una graduatoria che elenca i soggetti disabili e disoccupati aventi i requisiti per il pubblico impiego. Tale graduatoria è gestita dal servizio “collocamento obbligatorio” dall’Amministrazione regionale. Il Comune di Spoleto ha inviato tutte le domande ricevute in occasione del bando alla Regione per la verifica dei requisiti. L’Ente regionale, con una nota inviata al Comune il 9 maggio, ha ritenuto ammissibili però solo le domande riferibili agli iscritti nell’ultima graduatoria tutt’ora vigente, una graduatoria ferma al 31 dicembre del 2016 . Pertanto risultavano non ammissibili tutti i disabili iscritti a partire dal 2017. In seguito la Giunta Regionale – con la citata delibera del 14 maggio – ha disposto di non procedere più all’aggiornamento della formazione delle graduatorie per disabili, perché ritenute non più funzionali e causa di aggravi procedimentali. Una delibera, quella dell’esecutivo regionale, che ha di fatto eliminato l’obbligo, per assumere categorie di disabili, di ricorrere alle graduatorie gestite dal  ‘collocamento obbligatorio’ della Regione”.

Alla luce di tutto ciò l’Amministrazione “ha deciso di revocare i bandi per indirne nuovi, più rispettosi del principio del favor partecipationis, cioè l’interesse pubblico ad ampliare il più possibile la platea dei candidati”.

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