Una storia d’amore e di successo: il sogno americano di Giampaolo Santoni, uno spoletino a Beverly Hills

(Claudia Cencini) Da Spoleto in America, una storia d’amore e di successo. Aveva 35 anni Giampaolo Santoni quando lasciò Spoleto per trasferirsi oltre oceano a seguire la donna della sua vita. Oggi, dopo trent’anni, lo abbiamo incontrato davanti a un caffè in piazza Torre dell’Olio, nel cuore di  Spoleto dove torna almeno una volta l’anno essendo ancora molto legato alla città che lo ha visto nascere e gli ha impresso quel marchio di genuina spoletinità a cui deve parte della sua brillante carriera lavorativa. Ma partiamo da lontano. Il ricordo corre alle elementari di via XX Settembre e alle medie alla ‘Dante Alighieri’: “Ho avuto ottimi insegnanti, la professoressa Romoli, che Dio l’abbia in pace e  il professore di ginnastica Michele Castellano, grande educatore”. Il doposcuola di Giampiero era il centro storico e i suoi protagonisti, i nonni paterni in via Settano, il falegname Frascarelli, la bottega di Scialò, Patalacca, il panino alla Provvida e i pomeriggi al ‘Pidocchietto’, oggi Sala Frau.

“Mi sedevo sempre in prima fila perché avevo paura di Trippanera, una vecchia vestita di scuro che ai miei occhi di bambino pareva una strega”. Intanto cresce e immagina la sua vita a Spoleto, ma il destino ha in serbo per lui ben altro. Dopo un fidanzamento di cinque anni con una ragazza del posto, Giampaolo è di nuovo single, ma per poco. Galeotto fu il Festival dei Due Mondi. Il suo fascino mediterraneo fa breccia nel cuore di Laura, una violinista americana che partecipa con una tournée alla rassegna festivaliera. Si conoscono nell’86, fanno amicizia, si piacciono e si rivedono l’anno dopo. Da allora non si sono più separati. Di mezzo, però, c’è l’oceano, ma Giampaolo non si dà per vinto e vola in America per conoscere la famiglia della sua amata. Il padre è un pezzo grosso della finanza e lui sa bene che per pagarsi un matrimonio in Usa non gli basterebbero tre anni di lavoro, ma quando confessa i suoi dubbi al futuro suocero la risposta lo rassicura: “A me importa soltanto che vuoi bene alla mia Laura”. Giampiero entra così a far parte della famiglia e da subito si dà da fare, la mattina come rappresentante nel campo della ristorazione, il pomeriggio in cucina. Si accorge che un tocco di spoletinità in cucina non avrebbe guastato e da buon chef ‘esporta’ i sapori della sua terra portando in tavola focacce e strangozzi. E’ un successo. Entra, poi, a far parte del gruppo “Il Fornaio” e fa carriera, al punto che oggi, a Beverly Hills, ha trovato il suo posto al sole e può dirsi un uomo realizzato nella vita e nel lavoro. “L’anno prossimo mi trasferirò in Kentucky per stare più vicino ai genitori di mia moglie, abbiamo già comprato casa”. Ma l’amore per la sua Spoleto non si cancella: “Ogni volta che torno – confessa – il piacere di una passeggiata al Giro della Rocca o una pizza da Robusti non me lo leva nessuno”.

Sotto, Giampaolo oggi con i suoi figli:

 

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