Interrogazione di Laureti per Spoleto e Ora Spoleto: “Quale futuro per le nostre scuole?”

Riceviamo da Laureti per Spoleto e Ora Spoleto e pubblichiamo:

“Una comunità che si rispetti deve saper proteggere i propri giovani”. Questa è una delle frasi pronunciate dal Presidente Mattarella, in occasione della cerimonia di inizio dell’anno scolastico all’Isola d’Elba, incoraggiando, inoltre, il Ministero della Pubblica Istruzione a proseguire nella strada della messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Ci piace sottolinearlo nel giorno in cui abbiamo presentato una nuova interrogazione per chiedere all’amministrazione quale è il futuro delle nostre scuole. Dopo una interrogazione a risposta scritta, alla quale l’Assessore all’Urbanistica Flavoni aveva risposto, rimangono dubbi ancora da chiarire. Ad oggi sembra che la decisione di questa amministrazione sia quella di mantenere al loro posto le scuole Dante Alighieri e Prato Fiorito e realizzare a S. Paolo il nuovo polo, trasferendo le sedi del Liceo Scientifico e del Liceo delle Scienze Umane. Trasferimento che coinvolgerebbero circa 23 classi, 550 studenti e docenti e personale.

Con la nostra interrogazione abbiamo chiesto di approfondire le conseguenze che questa scelta avrebbe sull’assetto urbanistico e sulla viabilità della città.

Le scuole – riteniamo – hanno un ruolo centrale per il futuro dei nostri giovani e della nostra comunità. E in un periodo in cui troppo spesso si parla di disuguaglianza sociale e di immobilismo compito di un’Amministrazione è anche quello di permettere a tutti di raggiungere obiettivi di crescita e di soddisfazione personale. Questo benessere passa anche attraverso strutture adeguate alle necessità della popolazione attuale e futura della nostra città: la ricostruzione post terremoto offre oggi l’opportunità di ridisegnare lo sviluppo urbanistico della città.

Tematiche centrali che si legano anche alla gestione quotidiana del decoro e della pulizia di tutte le altre scuole della città. Tematiche che abbiamo chiesto di discutere in un consiglio comunale aperto al quale partecipino anche Associazioni, docenti e studenti. Solo così una decisione importante come questa può dirsi partecipata.

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