La forza della vita vince su tutto, una ‘lezione’ che arriva dal cuore. LEGGI LE TESTIMONIANZE

(Eliana Merlino) La vita con la sua durezza, ma anche con le sue gioie intense, le sfide e l’incredibile capacità di reagire ed affrontare le difficoltà con estrema dignità.
Sono questi i profondi temi affrontati ieri, sabato 2 febbraio, alla 41ma edizione della Giornata Nazionale della Vita dal tema: “E’ vita è futuro”, organizzata come da tradizione dall’arcidiocesi Spoleto-Norcia (in collaborazione con il reparto di Ostetricia dell’ospedale di Spoleto), tenutasi all’Auditorium dell’Istituto per Sovrintendenti PS “R.Lanari”, situato all’interno della scuola di Polizia Spoletina.
Di questi temi così importanti se ne è parlato attraverso le testimonianze, reali e sincere, di alcune persone coinvolte.
A presentare e moderare l’evento, la giornalista Rai e conduttrice di “Uno Mattina”, Benedetta Rinaldi.
La conferenza si è aperta con un documentario dedicato alle suore della Sacra Famiglia di Spoleto che accolgono bambini abbandonati e malnutriti, spesso orfani, nella loro missione in Costa D’Avorio. Esse donano loro una prospettiva di futuro. Successivamente Elisabetta Giovannetti, 47 anni di Montefalco, malata oncologica che ha da poco pubblicato il suo secondo libro, intitolato “I ricordi alla via dei Vasari”, ci parla della sua toccante esperienza: “Ad ottobre 2013 ho scoperto di avere un tumore in stadio avanzato e per due anni e mezzo ho combattuto con l’intruso, che volevo assolutamente eliminare dal mio corpo. Mi sono isolata dal resto del mondo per combattere la mia battaglia. Ho una mutazione genetica che mi ha fatto considerare il cancro come qualcosa che appartenesse in particolare alla mia persona. Sono consapevole che tornerà. La fede, unita alla speranza, mi hanno dato la forza per andare avanti. In questo difficile percorso ho conosciuto persone speciali, ricevuto un abbraccio da un povero, una carezza da un disabile, persone davvero meravigliose. Sono convinta che la scienza e la fede dovrebbero andare di pari passo. La mia è una fede sana, senza eccessi. I medici mi hanno consigliato di bere molto e camminare per smaltire gli effetti dannosi della chemioterapia. All’inizio ero scoraggiata, stavo male e non volevo alzarmi dal letto, poi ho deciso di camminare per la mia Montefalco e l’ho vista con occhi diversi rispetto a come ero abituata. Mi presterò come guida volontaria per chi volesse visitarla”.
Poi la parola, e successivamente l’intervento canoro, passano al frate fra’ Alessandro Brustenghi, OFM : “La vita ha senso se ci si sacrifica per gli altri, c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.
L’attenzione viene focalizzata sulla guerra in Siria ed in particolare su Damasco dove i frati della custodia di Terra Santa aiutano la popolazione come possono. In collegamento diretto dalla Siria il frate Bahjat Karakach ci documenta cosa sta accadendo: “A Damasco si continua a combattere, la situazione è molto difficile; adesso manca la corrente elettrica ed a volte persino il gas. L’economia stenta a ripartire e le conseguenze psicologiche e sociali della guerra sono tragiche. Il compito più difficile è ridare dignità alla vita. Noi organizziamo delle attività educative e ricreative per i bambini, Cristiani e Musulmani; cerchiamo di offrirgli una vita il più possibile normale. Quando tutto sembra parlare di desolazione e morte, c’è chi ha cercato maggiormente Dio e chi invece ne ha dubitato. Noi proviamo ad avvicinare Dio alla gente con solidarietà ed amore. Amo l’Italia, continua il frate, sono stato tanto tempo a Montefalco ma adesso desidero restare qui in Siria che è la mia patria, il mio Paese, e voglio aiutare la mia gente”.
A seguire un breve video che riguarda l’esperienza di una ostetrica particolare. Lei si chiama Carla Erbaioli ed è ostetrica all’ospedale di Spoleto ma non solo, fa anche volontariato in Etiopia mettendo a disposizione la sua professionalità nel far nascere bambini. Dottoressa molto appassionata, dotata di grande empatia e attitudine per il suo lavoro, è bravissima ad entrare in simbiosi con la gestante in una fase molto delicata come quella che precede il parto.
Per concludere l’ultima testimonianza, forte e dolorosa, di Fabrizia Felici di Norcia, mamma straordinaria di un’altrettanto straordinaria ragazza di 28 anni, Rosa Valentini: “Ogni volta che festeggiamo il suo compleanno è una straordinaria vittoria. Mia figlia è affetta da una rara patologia ignota. Poco dopo la nascita la bambina ha già dovuto affrontare 2 arresti respiratori e versava in gravi condizioni a causa di questa patologia definita inizialmente come non compatibile con la vita. Rosa respirava artificialmente ed era molto sofferente. Non riuscivo a capire perché Dio permettesse queste cose. Poi a 5 anni la svolta, la bimba fa il primo sorriso e la nostra vita è cambiata e continueremo a combattere. Il buon Dio ha scelto questo ed io ho deciso di restare vicino a mia figlia. Lei non cammina, non parla ma ha voglia di stare insieme ai suoi amichetti. Abbiamo fondato un’associazione a Norcia per ragazzi disabili attualmente purtroppo paralizzata dalle conseguenze del terremoto. Di notte, Rosa è attaccata a un respiratore ma di giorno no e vorrebbe tornare all’associazione, che adesso si trova in un container, e dai suoi amici. Questa dolorosa esperienza ci ha insegnato che la vita va vissuta sempre, in qualsiasi situazione, che l’amore supera le difficoltà, a volte anche la morte. Non ho permesso, 8 anni fa, che staccassero le macchine alle quali era affidata la vita della mia bambina. L’amore ha vinto sulla morte. Buon Dio, sostieni tutte le persone che non riescono ad accettare i disabili. Io e mio marito abbiamo avuto un altro figlio e i 2 fratellini si amano molto. Io voglio essere sempre attiva e solerte per loro”.

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