L’assessore Camilla Laureti scommette sulla cultura: ‘Una Spoleto 4 stagioni’

(Claudia Cencini) Ripartire dalla cultura, che per una città come Spoleto dovrebbe essere pane quotidiano e, soprattutto, investire in cultura per rimettersi in moto dallo stallo post sisma. E’ la sfida dell’assessore alla cultura Camilla Laureti che nell’intervista esclusiva rilasciata a “Spoleto’s”, la prima dall’inizio del suo mandato, traccia il bilancio di un 2016 spaccato in due, ci regala delle anticipazioni per il 2017, fra cui l’arrivo di risorse destinate a ponte, rocca e musei, oltre all’inaugurazione di una statua a Menotti in occasione del sessant’anni del Festival, e fa suo lo slogan di una Spoleto “4 stagioni”, viva tutto l’anno e non solo nelle settimane della kermesse festivaliera.

Buongiorno, assessore. Partiamo dai dati del 2016, un anno anomalo spaccato in due, dove però non tutto è da buttare, come dicono i numeri confortanti del Mibact sulle visite ai plessi museali. Come spiega questo dato per Spoleto? 

Sì, il 2016 è stato effettivamente un anno ‘spaccato in due’. E quindi se abbiamo un dato complessivo ottimo – che ha visto arrivare nella città 230mila persone, uno tra i migliori risultati turistici da quando disponiamo di dati statistici –  è un dato figlio di due tempi. Sino al 24 agosto e dopo.  Se prima di quella data la città attirava un gran numero di turisti, da quella data  – e soprattutto dopo la scossa del 30 ottobre – la situazione è molto cambiata e le nostre strutture ricettive hanno avuto centinaia di disdette. Quel che si può dire è che al netto degli effetti del sisma Spoleto vive, una fase di grande successo, trainato anche da fenomeni quali Don Matteo, e con fondamenta solide. Anche qui qualche dato. Con il Museo nazionale del Ducato – che ha avuto 38mila ingressi – e il Museo Archeologico e il Teatro Romano – con oltre 25mila –  siamo al vertice in Umbria. E ottimi risultati sono stati ottenuti anche dalla Casa Romana, Palazzo Collicola Arti Visive e il Museo del Tessuto. C’è una rete museale che si parla sempre di più. E che va incentivata.

In questo senso colpisce la sua proposta di spingere a visitare i musei chi non c’è mai entrato e di educare i più piccoli. In che modo?

Viviamo in un tempo in cui i musei di tutto il mondo si stanno reinventando, grazie alle nuove tecnologie e non solo. Sempre più sono centri di cultura, delle isole di creatività nelle città, dei veri e propri centri di riferimento. La parola museo è una di quelle in cui la cittadinanza ha più fiducia. Spoleto deve stare in questa tendenza, questo deve essere il suo orizzonte. In questa direzione continuiamo a sostenere iniziative che avvicinino ai musei coloro che non ci sono mai entrati, come per esempio quelle che qui organizza Sistema Museo con “Mezz’ora dopo la chiusura” o con i laboratori dedicati ai più piccoli. Me è solo il primo passo su una strada che sta nella linea della centralità dei musei, in quella del potenziamento dell’incontro tra cultura digitale e cultura museale, in quella delle rete sempre più stretta tra le diverse realtà.

Oltre al potenziamento e alla promozione del nostro sistema museale, quali altre “carte” giocherà il suo assessorato nel 2017? Ci può dare qualche anticipazione, a riguardo?

Il nuovo anno vedrà diverse iniziative culturali che vanno dal teatro al cinema fino alla valorizzazione dei prodotti del nostro territorio. Stiamo lavorando per rafforzare il “Maggio dei Libri”, invitando case editrici ed autori a presentare le opere in uscita; per programmare concerti che coinvolgano anche i più giovani e, in vista dell’anno europeo del patrimonio culturale che sarà nel 2018, collaboreremo con la rete delle città patrimonio Unesco per valorizzare la nostra Basilica di San Salvatore e farne volano di turismo. E ancora quest’anno ci sono i sessant’anni del Festival e dobbiamo far sì che sia un anniversario vivo e veramente sentito da tutta la città. Sarà l’occasione per celebrare il Maestro Menotti e inaugurare una statua a lui dedicata. Penso, inoltre, che  dobbiamo essere pronti a cogliere le opportunità che arrivano dall’Europa. Per questo con l’Ufficio Europa del Comune stiamo lavorando con operatori e imprese per presentare progetti per i bandi in uscita su Umbria creativa: ci sono 1.8 mln di euro per le imprese creative che possono dare slancio a questo settore che significa crescita, sviluppo e lavoro. E’ sempre più importante collaborare con i tanti creativi della città. E ce ne sono molti. Con alcuni di loro stiamo anche lavorando per creare uno spazio dedicato alla nuova impresa nel settore creativo e culturale. Più in generale noi dobbiamo avere in testa un progetto di città e su questo andare a chiedere risorse. Non fare progetti perché ci sono le risorse.

Come può la cultura invertire la china?

Se c’è un dato consolidato degli ultimi anni è che con la cultura si fa sviluppo. Le città in cui si fa cultura attraggono investimenti, le industrie creative sono uno dei segmenti più interessanti e in crescita nel mondo, la cultura è il motore per definizione del turismo. Ecco qui c’è la grande chance di Spoleto. E quando dico grande chance dico grande per davvero. Spoleto è una città conosciuta in tutto il mondo per la cultura. Quando le città fanno a botte per farsi notare nel mondo, noi siamo già lì. Dobbiamo però avere la capacità di attivare tutte le risorse su questo specifico profilo della città. Abbiamo in mano una carta che può portare qui artisti, imprenditori, startupper, veramente da tutto il mondo. Ma va giocata con serietà: assicurando loro connettività, una vita culturale attiva, servizi di qualità. Si può fare.

La Regione ha anticipato lo stanziamento di 14 mln di euro da “spalmare” su otto comuni, fra cui Spoleto, per interventi a sostegno del patrimonio culturale. Come verrà investita la “fetta” destinata al nostro comune?

Al Comune di Spoleto saranno assegnati 900mila euro dai fondi europei della nuova programmazione 2014 – 2020. Con cui lavoreremo ad una Rocca sempre più parte della città. Ci si finanzieranno i camminamenti e le torri e la ridefinizione del Museo Nazionale del Ducato della Rocca Albornoziana. Il progetto sarà presentato entro marzo e poi si parte. Un intervento europeo che andrà in parallelo con lo stanziamento di 4 milioni del Ministero per la Rocca e per il Ponte delle Torri,. Ci serviranno anche per la messa in sicurezza del Ponte e la sua riapertura.

C’è qualcosa che vorrebbe cambiare nel modo di fare cultura a Spoleto?

Guardi io penso che Spoleto sia, storicamente, un luogo di consumo culturale. Il luogo del Festival, il proscenio per concerti, teatro, danza. Se ci si pensa anche Don Matteo è in questa scia. Ecco se uno si addentra a Spoleto, la conosce, prova a capirla scopre che Spoleto è anche luogo di produzione culturale, di animazione culturale. Penso all’artigianato, a Of Arch, al Coworking di Via del Mercato, al Cantiere Oberdan, alla Mama Umbria, ai ragazzi di Do It o l’associazione Bisse, alle iniziative del cinema Pegasus. E si potrebbe continuare Ecco io penso che sia qui la sfida. Consolidare Spoleto come un luogo di produzione culturale e una città in cui l’antico e il moderno dialoghino tra loro.

La sua ambizione per il futuro della cultura a Spoleto?

A me piacerebbe far vivere la cultura a Spoleto ogni giorno dell’anno. Parlando con Giancarlo Sepe, una delle tante personalità della cultura che vivono nella nostra città e che sarebbero felici di contribuire al suo rilancio culturale, è uscita l’idea delle “Quattro Stagioni “di Spoleto. Ecco mi sembra un bello slogan per far capire che Spoleto sta cambiando. Non è solo Festival. E’ cultura tutto l’anno.

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