Spoleto, botteghe storiche da ‘resuscitare’. FOTOGALLERY

(Claudia Cencini) Non ci vuole molto ad accorgersi di quante botteghe artigiane c’erano una volta nel centro storico di Spoleto. Basta dribblare le scale mobili e farsi un giro in via Ponzianina, Fontesecca, Monterone e al Borgaccio per rendersi conto dei tanti portoni impolverati di locali che un tempo ospitavano sarti, ciabattini, calzolai, materassai, barbieri, macellai, maniscalchi. Oggi sarebbe ingenuo sognare che riaprissero quelle botteghe perché tanti di quei mestieri non esistono più, soppiantati dalla tecnologia, ma le idee non vanno in pensione. A Spoleto le botteghe storiche hanno una storia che si perde nei secoli, ma a un certo punto il filo si spezza e sono decenni ormai che molte di queste hanno abbassato le saracinesche chiudendo dentro un patrimonio di vita e memoria. Interi quartieri del centro storico risuonavano dei colpi di martello del calzolaio, della sega del falegname, delle forbici del barbiere, della mannaia del macellaio, della spatola del pittore. Oggi è silenzio e su quelle porte è calato un velo di polvere che annebbia il ricordo, ma quelle botteghe hanno ancora molto da dire.

Cittadinanzattiva ha fatto una mappatura dei luoghi abbandonati fra cui le vecchie botteghe artigiane di via Fontesecca o il progetto di ridare vita alla cosiddetta fascia di mezzo, una zona che prima era un microcosmo e oggi stenta a ritrovare una sua identità urbana e sociale. E’ quella zona che si dipana a raggiera da piazza Torre dell’Olio, fino a qualche decennio fa animata da negozi e botteghe di alimentari, pasticceria, macelleria, tipici, fai da te, frutta e verdura e quant’altro. Proprio Cittadinanzattiva, in sinergia con altri attori del territorio, sta cercando l’assist per riportare vita e stimoli in questa fascia di mezzo, individuando potenzialità inespresse. Si è partiti dalla riapertura nel fine settimana dell’edicola concessione 5 sulla piazzetta, trasformatasi in infopoint proprio su spinta degli utenti che, penalizzati da una cattiva segnaletica, hanno approfittato dell’apertura del chioschetto per chiedere informazioni. C’è anche qualcuno che per ovviare alla mancanza di segnali per il centro alto ha disegnato col gesso in via Salara l’indicazione per il duomo. E’ un piccolo seme da cui ripartire, a questo proposito si sta cercando di rivitalizzare un contenitore urbano che include oltre alla piazza via Pierleone fino a palazzo Collicola, compresa la piazza che si apre su via delle Scuole, che ospita oltre agli istituti scolastici edifici e location inutilizzati e sconosciuti ai più che potrebbero essere trasformati in attrattori culturali. Se ne sono accorti anche i candidati a sindaco, da destra a sinistra, che hanno incluso nel programma elettorale la rinascita delle botteghe storiche spoletine. Speriamo non sia solo una promessa.

Foto tratte dal libro “Ritratti in bianco e nero” di Virgilio Massani

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