Spoleto dice no all’accattonaggio: un’ordinanza lo vieta

Giro di vite del Comune di Spoleto nel contrasto al fenomeno dell’accattonaggio, da tempo dilagante in città. Ormai troviamo mendicanti dappertutto, all’ingresso dei supermercati, per strada, nei parcheggi, anche davanti all’obitorio. Sono giovani, perlopiù di colore, ma anche donne e, a volte, bimbi piccoli sfruttati per intenerire e ispirare compassione nei passanti, situazioni limite che sfociano nello sfruttamento dell’essere umano, peggio se minore.
Far emergere le situazioni di indigenza e limitare lo sfruttamento dell’essere umano. 
Ha questo duplice obiettivo l’ordinanza per il divieto di qualsiasi forma di accattonaggio sul territorio comunale (in prossimità del centro storico, degli esercizi commerciali, dell’ospedale San Matteo degli Infermi, ecc.), firmata dal vicesindaco facente funzioni Maria Elena Bececco, a seguito dell’approvazione in Consiglio comunale della mozione presentata dai consiglieri Sandro Cretoni e Maurizio Zualdi.
 
“Il provvedimento – si legge in una nota comunale – non mira a punire i mendicanti o a promuovere una qualche forma di discriminazione, ma si pone l’obiettivo di preservare il diritto dei cittadini alla sicurezza, limitando quelle manifestazioni dietro le quali possono nascondersi attività di “organizzazioni malavitose” o, comunque, azioni illecite che hanno nell’accattonaggio un facile diversivo. 
 
Nello spirito dell’ordinanza rientra anche la necessità di far emergere con chiarezza tutte quelle situazioni di indigenza presenti nel territorio, affinché il Comune di Spoleto possa fornire risposte e sostegno attraverso una delle tante misure attualmente attive per il contrasto alla povertà: dalle agevolazioni riconosciute dall’Ente sulla base dell’ISEE, al Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), fino al reddito di inclusione e alla morosità incolpevole, a cui si aggiungono i servizi fondamentali della Caritas ed il progetto per l’alloggio ai senza tetto. 
 
L’amministrazione ritiene infatti che, limitato il fenomeno dell’accattonaggio attraverso l’ordinanza di divieto, sia possibile anche salvaguardare il decoro della città e promuovere il rispetto per il prossimo”.

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